Google Wave, vera rivoluzione?
È nato Google Wave. Il web già pullula di articoli e notizie che si inseguono e rimbalzano da un angolo all'altro della rete. In realtà il materiale ufficiale a disposizione è veramente ristretto: the big G ha reso disponibile il solo video di presentazione del prodotto alla community degli sviluppatori radunata per il Google I/O.
Frutto dell'ingegno dei fratelli Rasmussen (già creatori di Google Maps), Wave ha già solleticato la fantasia di molti, che vociferano di rivoluzione nella comunicazione e nella collaborazione online. È Google stessa, però, ad evidenziare lo stato acerbo del suo prodotto di cui non esiste, infatti, alcuna demo. È solo una coincidenza la contemporanea presentazione di Bing, nuovo concept per la ricerca on-line di Microsoft?
Molte le voci fuori dal coro che hanno immediatamente sollevato le prime eccezioni e contribuito ad alimentare i primi dubbi su Wave. Sta diventando tristemente nota, infatti, la tendenza di Google al mordi e fuggi ed all'abbandono di progetti acquisiti a vario titolo ma, quasi sempre, a caro prezzo. Se Techcrunch e Technologizer si limitano a stuzzicare l'attenzione dei più scettici, GigaOm, invece, affonda il colpo arrivando a parlare addirittura di arroganza:
When asked about marketing Wave during the launch Q&A, the Google reps said “We really haven’t thought about that too much”. What about advertising? “We haven’t thought about that yet”. What about competition? “It’s not something we really thought a lot about”. So what have the Googlers thought about?
Probabilmente, in questo caso, la preoccupazione maggiore di Google non è monetizzare, ma guadagnare la posizione. Se così fosse, effettivamente, marketing, pubblicità e competitività non dovrebbero essere le preoccupazioni maggiori legate al rilascio di Wave.
Sarà un flop? Sarà la killer web-app dell'anno? Staremo a vedere. Personalmente i dubbi restano.
